
5) Socrate e il concetto.
Il primo passo riassume l'interpretazione aristotelica del
pensiero di Socrate. Il secondo, tratto dall' Eutifrone di
Platone, ci mostra Socrate in piena azione, mentre cerca, con
l'aiuto del suo interlocutore, di arrivare alla definizione
universale dell'idea di santit

a) Aristotele, Metafisica, 987b (vedi manuale pagina 73).

D'altra parte Socrate si occupava di questioni etiche e non della
natura nella propria totalit, ma nell'ambito di quella ricercava
l'universale, avendo per primo fissato la sua attenzione sulle
definizioni.
 (Aristotele, La Metafisica, Loffredo, Napoli, 1968, pagina 120)

b) Platone, Eutifrone, 6 c-e (vedi manuale pagine 70-73).

 [6 c] [...] [Socrate] - Ora vedi di dirmi pi chiaro [d] quello
che ti domandai poco fa; perch con quella tua prima risposta,
amico mio, non mi hai istruito abbastanza. Io ti domandavo che
cosa  il santo, e tu mi hai detto solamente che  santo ci che
stai facendo tu ora, accusando d'omicidio tuo padre. Eutifrone - E
dicevo la verit, o Socrate. Socrate - Pu darsi: ma certo, o
Eutifrone, molte altre azioni ancora tu dici che sono sante.
Eutifrone - Molte altre, senza dubbio. Socrate - Ebbene, tu
ricordi che non di questo io ti pregavo, di indicarmi una o due
delle molte azioni che diciamo sante; bens di farmi capire che
cosa  in se stessa quella tale idea del santo per cui tutte le
azioni sante sono sante. Dicevi, mi pare, che per un'idea unica le
azioni [e] non sante non sono sante, e le sante sono sante; o non
ti ricordi? Eutifrone - S, mi ricordo. Socrate - E allora
insegnami bene questa idea in s quale ; affinch io, avendola
sempre davanti agli occhi e servendomene come di modello,
quell'azione che le assomigli, di quante o tu o altri possiate
compiere, questa io dica che  santa; quella che non le assomigli,
dica che non 

 (Platone, Opere, volume I, Laterza, Bari, 1967, pagina 11).

